Se esiste un luogo nel Salento dove il tempo ha smesso di correre per mettersi ad ascoltare la terra, quel luogo è la Masseria Le Stanzie. Situata a Supersano, nel cuore delle Serre Salentine, questa struttura non è un semplice agriturismo, ma un vero monumento vivente alla civiltà contadina e alla storia pugliese.
Noi di Apulia Outdoor la consideriamo una tappa obbligatoria: ecco perché dovresti visitarla e cosa rende la sua storia così speciale.
Il nome stesso, “Le Stanzie”, svela l’anima millenaria del luogo. Deriva dal latino Statio, ovvero stazione di sosta. In epoca romana e medievale, la masseria sorgeva lungo un asse viario cruciale (la via Traiana-Constantiniana) che collegava il porto di Otranto a Gallipoli.
Qui i viandanti cambiavano i cavalli, i pellegrini trovavano ristoro e i mercanti dell’olio lampante (il prezioso olio salentino che illuminava le capitali europee) facevano sosta prima di raggiungere il mare.
Visitare Le Stanzie significa scendere nelle viscere della terra. Il cuore pulsante della masseria è il suo splendido frantoio ipogeo, scavato interamente nella roccia. Qui, tra antiche macine e torchi, si respira ancora l’odore della fatica e dell’oro giallo della Puglia.
Oggi la masseria promuove quella che definisce “Archeologia del Gusto”: un recupero non solo architettonico, ma sensoriale, dove ogni pietra e ogni ricetta raccontano secoli di vita rurale.
Se la Masseria Le Stanzie ha un’anima pulsante, questa ha il volto e le mani di Donato Fersino. Non aspettatevi un proprietario formale o distaccato: Don Michele è l’essenza stessa dell’umiltà salentina, un uomo che ha dedicato la vita alla terra e che ancora oggi accoglie ogni ospite con la stessa genuinità di un tempo.
Se Le Stanzie oggi splende di una luce antica, lo si deve interamente alla visione ostinata e poetica di Donato
Trent’anni fa, questo luogo non era che un ammasso di macerie, spesso usato come discarica. Per molti era un capitolo chiuso, per Donato era invece un richiamo ancestrale. Con l’umiltà di chi ha sempre lavorato la terra e la lungimiranza di chi sa guardare oltre il tempo, ha iniziato un restauro che in molti definirono “folle”. Ma la sua non era pazzia: era un atto d’amore verso le proprie radici.
Donato non è il classico proprietario che osserva da lontano. Lo troverete lì, ogni giorno, con il suo animo gentile e le mani segnate dal lavoro, sempre presente tra i tavoli o nel cortile. La sua accoglienza non è un protocollo alberghiero, ma un rito naturale: è l’ospitalità contadina che si fa carne.
La vera magia de Le Stanzie accade quando Donato inizia a parlare. Ascoltare i suoi racconti – storie di fatiche nei campi, di pellegrini stanchi e di tradizioni che rischiavano di svanire – è forse l’esperienza più preziosa che la masseria possa offrire. La sua voce pacata trasforma una semplice sosta in un viaggio nel tempo, facendoti sentire non un cliente, ma un ospite atteso da secoli.
L’attuale gestione de Le Stanzie rispecchia fedelmente il suo carattere: una dedizione assoluta al lavoro e una disponibilità rara. È questo che rende la masseria “la più autentica”: il fatto che sia ancora gestita da chi quella terra l’ha amata quando nessuno ci credeva più. Donato è rimasto l’uomo umile di sempre, un custode che ha saputo trasformare un cumulo di pietre in un santuario dell’accoglienza, dove la porta è sempre aperta e un racconto non manca mai.
Pranzare a Le Stanzie è un’esperienza mistica per il palato. Non aspettarti menu turistici, ma il ritmo delle stagioni. Tra i piatti da non perdere:
Sagne ‘ncannulate con sugo di pomodoro fresco e ricotta forte.
Purè di fave e cicorie, il simbolo della cucina povera e nutriente.
Pittule calde e verdure dell’orto coltivate direttamente nei 50 ettari dell’azienda.
Il tipico Pasticciotto salentino per chiudere in dolcezza.
Mangiare alla Masseria Le Stanzie non è sedersi a un tavolo, ma entrare in una cucina viva, dove il cibo è il risultato di gesti rituali che si ripetono da secoli. Prima ancora di assaggiare le portate, è l’atmosfera a nutrirti: varcando la soglia, potresti incrociare la donna esperta seduta accanto al grande camino, intenta a tirare la pasta a mano con una velocità e una precisione che lasciano incantati. È da quelle mani infarinate che nascono le sagne ‘ncannulate e le orecchiette che troverete nel piatto poco dopo.
Accanto al fuoco che scoppietta, noterete sicuramente la “pignata” in terracotta, lasciata a cuocere lentamente per ore vicino alla brace, sprigionando quel profumo inconfondibile di legna e legumi che sa di casa e di tradizione verace.
Ma lo sguardo viene rapito anche da altri angoli della masseria, dove mani sapienti preparano le “pennule” di pomodori: grappoli rossi e gialli che vengono intrecciati con cura millimetrica per essere poi appesi ai soffitti, dove resteranno a maturare e a sfamare i viandanti durante tutto l’inverno. Ogni angolo de Le Stanzie è un laboratorio a cielo aperto:
La Pasta Fresca: Preparata al momento, seguendo il ritmo delle stagioni.
La Cottura Lenta: Il ritorno alla pignata e alla brace per sapori impossibili da replicare con le tecniche moderne.
La Conservazione Antica: La danza dei pomodori da serbo, simbolo di un’economia contadina che non spreca nulla.
È questa “cucina in movimento” che rende l’esperienza con Apulia Outdoor unica: non vi portiamo solo a mangiare, ma a testimoniare la creazione di un patrimonio gastronomico che qui è più vivo che mai
Per chi sceglie di esplorare la Puglia in modo lento, magari partecipando a uno dei nostri Tour in Bicicletta nel Salento, la Masseria Le Stanzie rappresenta il punto di ristoro ideale.
Si trova lungo percorsi suggestivi che collegano l’entroterra agricolo alle coste di Castro e Ugento. Fermarsi qui significa onorare l’antica tradizione dei viandanti: ricaricare le energie con cibo vero prima di rimettersi in sella verso la prossima meraviglia.